Un mucchio di gente

In ogni fiera non se ne può veramente fare a meno. E non sto parlando della topa, peraltro praticamente assente da queste parti, ma di quella bella sensazione da “carro bestiame” che caratterizza ogni appuntamento di questo tipo, dalla prima SMAU in cui sono stato, all’ultimo E3 che ho visto, passando per un altro paio di eventi carucci.

Il plus di posti come Colonia è rappresentato dalla presenza di una vera area Businness, che tiene separata la massa di ragazzini urlanti dalla stampa: oddio, che poi anche nella stampa ci siano i ragazzini urlanti è un altro problema, ma si sopravvive bene negli stand 4 e 5.

E non è una cosa di cui ti accorgi quando ci giri, onestamente. Perché quando un mese fa hai preso gli appuntamenti, non avevi tenuto in debita considerazione la “sfiga da conference”, che ti porta a prenotare slot distanti tra loro millemila chilometri senza saperlo, e questo ti fa un po’ perdere di vista il vero problema, che è e rimane la calca.

Non è che uno debba sforzarsi molto, per apprezzare la Businness: basta prendersi il cuore in mano e infilarsi nel delirio dei padigioni 6, 7 e 8. Sono sufficienti 10 minuti… probabilmente anche 5. O forse basterebbe guardare la coda che c’è per provare Diablo III, o quella che si forma nel giro di due nanosecondi di fronte allo stand di Call of Duty: Modern Warfare 2.hallplan_345

E non mancano nemmeno le sorprese, a Colonia (benché, tolto Napoleon: Total War, prossima copertina di TGM, un paio di giochi Bandai Namco e MiniGore per PSP non sia stato annunciato praticamente niente). Su una, in particolare, ha avuto un ruolo fondamentale il buon Ruscola, che mi faceva notare come fosse molto più lunga la coda per provare FIFA 10 rispetto a quella da affrontare per vedere Pro Evolution Soccer 2010. E qui, come scrivevo nell’anteprima di FIFA 10 apparsa su un paio di TGM fa, si vede anche la parziale miopia che caratterizza Konami: nella businness lounge è possibile provare il titolo EA mentre non si trova traccia di PES. Oddio, c’è Seabass, ma onestamente fottesega, se non posso dare i calci al pallone orientale.

Non è che ci sia poi molto da aspettare per vedere chi prenderà schiaffi e chi li darà, ma un confronto in suolo teutonico lo avrei davvero apprezzato. Io penso che su console, come lo scorso anno, vincerà il gioco di EA, ma magari Konami ha qualche asso nella manica che non si è ancora giocata.

Tdragon1ra le robe carine che ho visto (sempre nella Businness, perchè sono improvvisamente diventato “classista” e nella Consumer non ci metto più piede) c’è finalmente il tanto chiacchierato Dragon Age: Origins. L’unica cosa che posso dire è che è stata una delle presentazioni più intense e coinvolgenti a cui ho avuto modo di assistere qui in fiera. BioWare è sempre BioWare, e se la mena decisamente meno di altri publisher che paiono convinti di essere “patroni di monto”. E poi il gioco piace, che non è mai un male, no?

Degno di nota anche C&C4: detto da uno che gli strategici li vedrebbe bene come pratici sottobicchieri delle birrate con gli amici forse fa un po’ ridere, ma questo qui sarà davvero un gioco grosso, grossissimo. Lo stesso destino, anche se “forse” con un filo meno di clamore, secondo me toccherà pure a Fairytale Fights e ad Aion.
Ah, oggi ho anche scambiato due chiacchiere con il lead designer del titolo NCSoft: hanno un sacco di idee belle, ma soprattutto hanno un MMORPG che non sembra “rotto” come gli altri pretendeti al trono di WoW.

Uhm, mezzanotte e mezza e il “facepalm” ancora da scrivere. Mi sa che è “ora di basta” e si torna a lavorare. 🙂

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.