Top 5 – Le canzoni che devi ascoltare prima di una riunione importante


Mettiamo il caso che tu, questa mattina, abbia una riunione importante, al lavoro. E mettiamo il caso che da questa riunione dipendano un sacco di cose (che non è indice del fatto che sia importante. Sarà capitato anche a te di infilarti in una riunione “importante” in cui non si decide una fava, no?). Sempre per il solito discorso dell’essere un blog di servizio, ci sono almeno cinque pezzi che è bene ascoltare prima di chiudere la porta alle tue spalle. Arrivare “lisci” alla maniglia, senza l’opportuno training, presenterebbe un’immagine di te molle, assonnata, che se ti alzavi dal letto venti minuti prima era meglio. E il rischio, lì, non è quello di sembrare uno che non conta un razzo: il problema è che potresti diventare una pianta di Ficus, nel caso in cui tu sia fortunato. O uno dei tanti Yes Men, qualora ti vada un po’ peggio.

LA TOP FIVE DELLE CANZONI DA ASCOLTARE PRIMA DI UNA RIUNIONE IMPORTANTE

 

Quinta posizione
Welcome to the Jungle – Appetite for Destruction – Guns ‘n’ Roses

Il pezzo dei Guns ‘n’ Roses è in classifica per due motivi. Il primo: non può esserci una Top 5 che non contempli la presenza dei Guns. Questo, poi, è uno dei pezzi più belli di Appetite for Distruction, un disco che non ha pezzi brutti. Il secondo: quando arriva al solo dà una scossa che, davvero, è il modo migliore per cominciare la propria preparazione alla riunione.

 

Quarta posizione
Skin on my Teeth – Megadeth – Countdown to Extinction

Megadeth, Forum di Assago, concerto con la miglior formazione della storia del Metal. Mustaine guarda nella mia direzione, o almeno così mi piace credere, e io sono lì, con le transenne all’altezza dello stomaco e un milione di persone dietro che spingono per vedere se mi riesco a spezzare in due. Attacca Skin on my Teeth da solo, abbozza il canto. Poi si gira verso il gruppo. Un cenno di Dave e si scatena l’inferno. Questa non è una canzone: è un inno alla distruzione. E ascoltare un inno alla distruzione prima di una riunione importante ti fa arrivare lì sveglio, attivo.

 

Terza posizione
This Love – Pantera – Vulgar Display of Power

I Pantera, Phil Anselmo rasato, il Liceo Scientifico Primo Levi, il Whammy e… This Love. Che non è come Respect o Five Minutes Alone. No, This Love ti fa credere che i Pantera vogliano bene ai tuoi auricolari, tanto da coccolarli con un arpeggio iniziale che è sì un po’ acido, ma è ben distante dai devastanti riff con cui Darrell riempie l’aria. Poi si arriva al ritornello. Che è potente, grosso. Ecco, questo è il concetto di “ballad” per i Pantera. Ascoltarla prima di una riunione può portarvi a fare una sola cosa: prendere la faccia del primo Yes Man che vi capita a tiro e sbatterla forte, in modo ritmico, sul tavolo che ha di fronte. You – Thump! – Keep – Thump! – This – Thump! – Love – Thump!. In effetti, suona davvero bene.

 

Seconda posizione
Just a Girl – No Doubt – Tragic Kingdom

I No Doubt, quelli che erano prima sulla bocca di tutti e poi non se li è filati più nessuno, hanno regalato al mondo un pezzo che fa venire voglia di saltare. Sarà merito della “scalata” di chitarra, sarà merito della strappona che la canta, ma ogni volta che parte il pezzo non puoi fare a meno di cominciare a zompettare. “Saltare” è tuttavia una parola rischiosa, se pronunciata in una riunione, specie se associata al tuo nome. Il pezzo, tuttavia, vale il rischio.

 

Prima posizione
Carry On – AngrA – Angels Cry

Angels Cry, il disco che ha fatto scoprire gli AngrA al mondo, non contiene solo pezzi indimenticabili. Ma tra Carry On, Time e la cover di Wuthering Heights, non so davvero quale sia la più bella. Ci sarebbe anche Stand Away, ma vi ammoscerebbe, se sentita prima di una riunione: troppa classe, troppo poca ignoranza. Meglio Carry On. Classica, incalzante, non inventa niente, ma è un martello. La voce di Matos vale il prezzo del biglietto, così come le chitarre di Rafael Bittencourt e Kiko Loureiro. È anche ottima per il “dopo riunione”, quando c’è da capire come andare avanti.

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.