All’inizio della carriera videoludica, quando uno comincia a esplorare generi e cercare passioni, i picchiaduro li ho provati tutti. Virtua Fighter, Body Blows (Team 17. Sì, anche loro hanno fatto giochi brutti come la morte) Tekken, Street Fighter (il primo e il secondo, prima che gli attaccassero sequel, scrittine e scrittone), FX Fighter (un clone di Virtua Fighter solo per PC. Niente di memorabile), One Must Fall 2097 (f-a-v-o-l-o-s-o-!), Dead or Alive e via discorrendo. I risultati non sono mai stati entusiasmanti, inutile nasconderlo. Poi arrivò Soul Edge, sulla prima PlayStation, e fu amore a prima vista. Non cambiava molto rispetto agli altri picchiaduro: anche lì ero una pippa che giocava come giocano solo le ragazze, ovvero pigiando forte forte un solo tasto.
Quello che esce domani è il nuovo capitolo della serie. L’ho visto girare in redazione, ci ho giocato con @Surginis prendendo degli schiaffi che metà basta, ma mi ha comunque fatto scendere una lacrimuccia. E non era colpa del doppiatore che hanno scelto per interpretare Ezio Auditore, new entry di questo capitolo presa in prestito dai blockbuster di Ubisoft.





