Lazio – Juventus 0:1

Quando guardi sul blog e vedi solo foto di Pepe, un paio di domande dovresti pure fartele.

La Juve che scende in campo all’Olimpico è talmente brutta che se fosse bella il doppio bisognerebbe chiedere i danni a SKY per non aver mandato in onda un bel disclaimer con la scritta “Bambini Accompagnati“.
Vedere giocare Chiellini e soci assomiglia a un osceno film dell’orrore: come la più provinciale delle provinciali, la squadra di Torino si fa mettere alle corde da una Lazio che non è splendida, ma almeno si muove nella direzione giusta, quella della porta difesa da Gigi Buffon. In questa serata non è che il portiere della Nazionale debba sbattersi più di tanto: deve disinnescare giusto una conclusione di Floccari, e poco altro.
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Juventus – Genoa 3:2

Toni e Matri in una delle registrazioni per la nuova pubblicità dei Ringo. Scoop.

Franco Rossi, il primo web giornalista sportivo, spara tendenzialmente un sacco di minchiate. Tuttavia, visto il gran numero di notizie e di “sparate”, ogni tanto ci imbrocca: dalla sua parte, c’è la legge dei grandi numeri.
Ma il nostro “primo web giornalista sportivo”, in tempi non sospetti aveva effettivamente detto che il difensore buono del Bari dello scorso anno era finito all’Inter e non alla Juve.
I primi dieci minuti di Juventus – Genoa non hanno fatto che confermare questo atroce sospetto: ancora prima che la squadra di Ballardini tirasse in porta, ci ha pensato lui, Leonardo Bonucci, a battere Storari. E con una grande deviazione al volo, infilando la palla nell’angolino in basso a destra della porta difesa dal portiere romano. Un gol della Madonna, insomma, che ha avuto il solo difetto di gonfiare la rete sbagliata.
Rassegnato a un’altra umiliazione domenicale e avendo già messo in conto il fatto di essermi rovinato il pranzo, sono rimasto comunque davanti alla televisione, convinto ad andare “fino in fondo” da due fattori. Il primo: la Juve, contrariamente a quanto visto con la Roma, stava giocando bene. Il secondo: di là c’era in porta Eduardo, uno che solitamente fa 3 papere ogni 2 interventi. (altro…)

Roma – Juventus 0-2

Milos Krasic manda un messaggio distensivo a Francesco Totti, ieri al diciottesimo anno di Roma

La partita di ieri sera, che ha messo di fronte una Roma (quasi) americana e una Juventus (quasi) allo sbando, è stata una di quelle cose che ti dovrebbero far vergognare di essere juventino.
Perché il giudizio dei primi 45 minuti è stato a lungo sospeso tra il “sono indisponenti”, il “sono inguardabili” e il “sono pippe”. Pareva quasi che Delneri, negli spogliatoi, avesse detto ai suoi “akrkasdksdkasksds”, che, in Italiano, suonerebbe più o meno come “mi sono rotto i maroni di fare la figura del pirla. Oggi si gioca per non prendere gol, senza nemmeno pensare a segnarne“.
Ed è così che la Juventus, complice l’assenza di Del Piero, scende in campo con il solo Matri là davanti, con Pepe e Krasic a girargli intorno. Se ci fosse un’idea alla base di questa scelta, uno potrebbe pure accettarla. Non condividerla, eh, accettarla.
Invece no, l’idea non c’è, e si sparacchia la palla avanti, alla “viva il parroco”. Così capita che la Juventus non effettui un singolo, vero tiro in porta per tutto il primo tempo, e che Storari debba fare il fenomeno per fermare, nell’ordine, uno splendido tiro di Vucinic, una conclusione spettacolare di Totti e una fucilata da fuori area di Daniele De Rossi. Quello che forse andrà via da Roma, che è una di quelle robe che ti farebbe capire che sì, anche gli americani fanno delle minchiate.
Marco Storari, alla fine, dirà “oh, mi avete un po’ frantumato le balle. Ringrazio mia moglie, che mi sta vicino quando Delneri sceglie di non farmi giocare e non si capisce il perché
Ma la Juve del primo tempo fa schifo, è inguardabile. E tutto questo succede mentre su SKY Sport 3 stanno trasmettendo la finale del Master 1000, che vede di fronte Nadal e Djokovic. Lì sì che c’è uno spettacolo vero… ma tu sei Juventino, quindi cambi canale solo quando il cuore te lo concede. O quando ne hai abbastanza dell’ennesimo lancio lungo. (altro…)

Juventus – Brescia 2:1

Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.
Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.

La Juventus molla la febbre del sabato sera, che la ha vista protagonista negli ultimi seimila turni di campionato (quelli contro il Barcellona), e torna a giocare la domenica pomeriggio, come ai tempi belli.
E il sole è come una noce di cocco: fa bene alla pelle, fa bene ai capelli… certo, se te lo mangi è molto meglio. Si diceva… il sole torna a splendere su Torino, illuminando una prestazione bianconera opaca e molle, in cui l’unico, fantastico ricordo da mandare a futura memoria è il gol dell’eterno Capitano.

La partita comincia bene: sfruttando il liscio di un tizio con la maglia blu, Matri confeziona un assist al bacio per Milos Krasic. Il biondo alfiere non ci pensa un attimo e scaglia un missile verso la porta di Arcari, che non può far altro che imprecare in sei lingue diverse mentre prende nota dell’uno a zero per la Juve. Il fatto che la gara si sia messa bene da “quasi” subito potrebbe portare a pensare che la strada sia in discesa, che si possa uscire a far un giro in bici lasciandosi accarezzare dal sole. Chi la pensa così, evidentemente non ha visto le ultime due stagioni della compagine Juventina. La Paura, a Vinovo e dintorni, è sempre lì in agguato ed è capace di trasformare Chiellini in un povero pulcino impaurito, Bonucci in un piccolo soldatino dal cuore di stagno e Gigi, il portiere numero uno al mondo, in un novello acchiappafarfalle. Capita così che il Brescia scagli un cross dal giardino di casa del suo presidente, e che questo cross arrivi nell’area bianconera. Esattamente a metà tra Bonucci e Chiellini, un filo più a sud di Gianluigi Buffon. Sulla testa di Eder, insomma. Che ringrazia, segna e porta a casa il pareggio. (altro…)

Cesena – Juventus 2:2

Del Piero e Matri. Due che sanno giocare al pallone.
Del Piero e Matri. Due che sanno giocare al pallone.

Le ultime partite della Juventus non le ho proprio guardate. La scelta non è da ricondurre al disamore per la squadra, quanto piuttosto alla poca conoscenza del calendario di Serie A da parte di mia moglie, abile a prendere impegni sempre e solo quando gioca la Juve, sia che si parli di mezzogiorno della domenica, sia che si tratti delle sei del sabato sera. Puntuale e chirurgica, direi.

Milan, Lecce e Bologna sono state bellamente saltate, si diceva. E la Juve, in quelle tre fantastiche gare, ha preso schiaffi manco stesse giocando contro il Barcellona.
Questo sabato sera, conscio della poca conoscenza del calendario di Serie A da parte di mia moglie, ho prenotato il divano, la televisione e le due ore che portavano dalle 20.45 alle 22.45, così da infilarci pure un attimo di post-partita. C’è il Cesena, la squadra che ha preso a pallonate diversi top team e che rappresentava l’ultima chance per rilanciare la Vecchia Signora.
È la serata buona, te lo senti.

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Juventus – Inter 1:0

Matri saluta Cordoba, che saluta Matri
Matri saluta Cordoba, che saluta Matri

Io sono uno scaramantico. Ma talmente scaramantico che ieri sera, sullo zero a zero, ho deciso di non spostarmi di un millimetro dal divano perché temevo che l’Inter segnasse. E così giacevo sdraiato, con il braccio destro innaturalmente piegato sotto la testa e il sinistro che sorreggeva il mento. Per 90 minuti, più 15 di intervallo, più 4 di recupero. Immobile.

Mentre stavo lì fermo, perdendo l’uso di uno dei due arti superiori,  la Juventus smetteva  il vestito da big, che non le sta bene almeno da qualche anno a questa parte, e infilava i panni della squadra operaia, con gente che corre come disperata per tutti i minuti che ha nelle gambe. E quando la gente operaia ha i piedi di Marchisio, Aquilani e pure Melo, può capitare quello che non ti aspetti: perchè dopo aver visto, il sabato, l’assist di Gattuso, definito da Massimo Mauro su La Repubblica come “un assist da Cassano a Cassano”, non arriveresti mai a pensare che sia il giovin virgulto Sorensen a mettere in mezzo una palla che chiede solo di essere spinta dentro. Matri non è Eto’o, pure purtroppo direi nel resto dell’anno, ma qui non spacca la traversa con un sinistro a mille all’ora. La mette, morbida, alla sinistra di Julio Cesar, poi corre verso la curva per eslutare. Quasi quasi era meglio fare come a Cagliari, ma siamo uno a zero e ciao ciao Inter. (altro…)

Cagliari – Juventus – 1:3


I primi 45 minuti di Cagliari – Juventus ci fanno capire che Matri è un cecchino. One shot, one kill: quando c’è un portiere e lui ha la palla, lo centra. Sempre. è capitato due volte nella partita persa contro il Palermo, e anche stasera non sembrava dovesse andare diversamente.
Poi succede che Chiellini prenda da parte il profugo di Cagliari e gli racconti come funziona il mondo del calcio: si vince anche senza ammazzarli tutti come fanno gli attaccanti della Lazio.
Quando Krasic, dalla destra, fa partire un passaggio in direzione di Marchisio, sembra stia per partire la solita azione Juve, quella che vede la squadra avversaria passare in vantaggio dopo essere arrivata in porta con due tocchi. Il centrocampista di Torino, però, solleva la gamba, e la palla schizza nella direzione di Alessandro. Che non è Del Piero, ma va bene uguale, perché questa volta il cecchino manca il portiere, o meglio lo prende di striscio, e la sfera finisce nell’angolo basso della porta difesa da Agazzi.

Unoazerogoldimatri. Che fa il primo gol con la maglia della Juve e non esulta, perché questa città e questa società gli hanno dato tanto. (altro…)