Juventus – Parma 4-1

Andrea Pirlo, quello dell'assist a Grosso, nella semifinale con la Germania, continua a saper giocare al pallone.

Che bella la Juventus vista all’opera in “pausa pranzo”. Quella messa in campo dall’eterno Capitano Antonio Conte è una squadra grintosa, che accorcia, che aggredisce gli avversari e lo fa con grande ordine, con grande voglia, con grande fortuna. La fortuna di aver incontrato il Parma e non il Napoli, per esempio. Ma anche di queste botte vive l’uomo, no?
A ogni modo, l’acquisto del secolo, diciamo da Calciopoli in avanti, rimane quello di Andrea Pirlo. In tutto il primo tempo non sbaglia un pallone che sia uno, e ha il merito di inventare un assist al bacio per un altro neo-acquisto, Lichtsteiner, che con un controllo spaziale fa secco il portiere e infila un comodo uno a zero.
La Juventus avrebbe anche l’occasione di chiudere il discorso nel primo tempo, se solo l’assistente di linea non sbandierasse alla Razzo di Pane un fuorigioco che non c’è su un rapace col di testa di Matri.
Si va al riposo sul risultato di uno a zero, con undici spettatori non paganti in campo. Tutti con indosso la maglia del Parma.
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FIFA 12 è A-W-E-S-O-M-E

La speranza, con questa versione, è che anche il "noto blogger Mattia Ravanelli" (cit.) impari a giocare

Il noto blogger Mattia Ravanelli (cit.) non ha ancora capito come si scrive il mio nickname. Tuttavia, pone delle questioni a cui è stato necessario rispondere su FIFA 12 e sul Producer Tour a cui ho preso parte per poterlo giocare in anteprima. Lì, nella ridente sede milanese di Electronic Arts, c’era il solito, immancabile David Rutter, l’uomo che è riuscito a rendere FIFA quello che è (un gran gioco di calcio), mollandosi alle spalle quello che era (un gioco).

Di seguito, la risposta al Ravanelli, che mi è costata il pranzo. Morisse.

(questo pezzo è stato originariamente postato in risposta a questo articolo)

Se ci fai caso, e butti via dieci minuti della tua vita a guardare due bimbiminkia che giocano a FIFA 11, vedrai che attuare il raddoppio di marcatura è una cosa sistematica, fatta anche alla carlona, quando non serve. Per come è gestito il raddoppio, e per come è stato gestito fino a oggi da ISS Pro 98 in avanti, ti trovi di fronte centrali che escono troppo in fretta, scagliandosi contro l’attaccante a mo’ di “missili” (un’immagine che ha usato Rutter, e mi è piaciuta molto). In FIFA 12, semplicemente, funziona in un’altra maniera. Un po’ per le novità della gestione della difesa vera e propria, un po’ per l’impact engine che regola gli scontri fisici.

Se ti ricordi l’anno di B, che abbiamo fatto grazie a un sacchettino di telefonate al quale era stato sottratto un altro sacchettino di telefonate, o ti riguardi le fantastiche partite giocate contro Rimini e squadre sui generis (vanno escluse le altre decadute della A, con le quali le partite erano proprio diverse), vedrai che il pressing sistematico attuato in Serie B NON lascia il tempo di giocata a chi deve far girare la squadra o provare a finalizzare. Perché se il difendente del Rimini sta sempre incollato a Del Piero, pure Alex che è un marziano può fare fatica, tra calcini e calcetti, a lanciare Trezeguet. In A, o in una qualsiasi delle leghe maggiori, il pressing può anche essere sistematico, ma si tende a lasciar ragionare il portatore di palla più che nelle serie cadette, anche perché la velocità d’esecuzione è decisamente superiore e girare a vuoto non piace a nessuno.

Quando scrivevo su Twitter che FIFA 12 è più Serie A e meno Serie B, mi riferivo a questo.

Rimini - Juventus: per non dimenticare!

Con la nuova impostazione della difesa, quello che viene messo sul piatto è un controllo differente del difendente e, nonostante il raddoppio esista ancora, è meno “invadente”, o così mi sembra. In pratica, premendo un tasto, “agganci” il tuo giocatore a un avversario, potendo poi decidere l’efficacia del pressing con lo stick di sinistra (muovi verso attaccante = aumenta pressione). Per farsi aiutare da un compagno, serve pigiare un ulteriore tasto: non è Mortal Kombat come difficoltà delle combo, ma è sicuramente più complicato che saltellare allegramente sul pulsante del pressing.

Inoltre c’è da tenere in considerazione proprio la nuova questione dei contrasti e dell’impact engine. In due parole, il nuovo motore di FIFA 12 riesce a gestire in maniera più convincente gli scontri fisici tra atleti. Immaginati di avere una hitbox composta da un semplice parallelepipedo e confrontala con una decisamente più dettagliata, tipo con tutte le articolazioni. Ecco, il concetto è quello.

Le animazioni, inoltre, possono essere interrotte o, per meglio dire, si adattano al tipo di contrasto. Se parte un’animazione di tiro e vieni contrastato, il tuo “shoooot da fine ti monto” sembra adattarsi per rendere congruo il movimento. Ogni bodycheck, poi, viene giudicato in maniera differente rispetto al passato (il discorso dei “missili” che escono verso il portatore di palla colpendolo senza fare fallo), e questo dà una chance anche ai piccolini agili come Messi, quasi inutilizzabili quando si gioca contro una squadra fisica come il Chelsea, di diventare determinanti. Nella versione che ho visto io, il fatto collisioni era decisamente pompato verso l’alto, ma lo limeranno perché “c’è già MMA” (cit. sempre Rutter).

Il ritmo dell’azione, e poi vado a mangiarmi due cracker che mi sta scoppiando il cervello, è un pochino più lento rispetto a quello di FIFA 11, e questo è un bene, a mio modo di vedere. Ci sarebbe ancora da raccontare della Pro Player Intelligence (visione di gioco e blablabla) e di tutte quelle belle cose lì, ma mi hai già costretto a bruciare una pausa pranzo, quindi ti accontenterai 🙂

 

Ciaocià,
D.

Lazio – Juventus 0:1

Quando guardi sul blog e vedi solo foto di Pepe, un paio di domande dovresti pure fartele.

La Juve che scende in campo all’Olimpico è talmente brutta che se fosse bella il doppio bisognerebbe chiedere i danni a SKY per non aver mandato in onda un bel disclaimer con la scritta “Bambini Accompagnati“.
Vedere giocare Chiellini e soci assomiglia a un osceno film dell’orrore: come la più provinciale delle provinciali, la squadra di Torino si fa mettere alle corde da una Lazio che non è splendida, ma almeno si muove nella direzione giusta, quella della porta difesa da Gigi Buffon. In questa serata non è che il portiere della Nazionale debba sbattersi più di tanto: deve disinnescare giusto una conclusione di Floccari, e poco altro.
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Fiorentina – Juventus 0:0

Pepe. Quello che manca a questa Juventus.

La partita di ieri, che ha messo di fronte Fiorentina e Juventus in un Franchi decisamente stracolmo, potrà essere annoverata tra le più inutili della storia del calcio.
Da un lato, c’era una Fiorentina che ha provato a tirare in porta in almeno due occasioni. Dall’altra, una Juve che avrebbe pure provato a tirare in porta con Marchisio, se solo Toni non si fosse messo in mezzo scambiandolo per uno della Fiore.
Tutto quello che resta della partita è l’inutilità di fondo. Inutilità in cui, comunque, c’è da segnalare l’ottima prova di Bonucci, decisivo in almeno tre occasioni, e una convincente gara dei due terzini.
Per una squadra da metà classifica, è tanta roba. Magari, se la squadra si chiama Juventus, è un po’ meno tanta, la roba, specie se si continua a parlare della Scempionslig.

Juventus – Genoa 3:2

Toni e Matri in una delle registrazioni per la nuova pubblicità dei Ringo. Scoop.

Franco Rossi, il primo web giornalista sportivo, spara tendenzialmente un sacco di minchiate. Tuttavia, visto il gran numero di notizie e di “sparate”, ogni tanto ci imbrocca: dalla sua parte, c’è la legge dei grandi numeri.
Ma il nostro “primo web giornalista sportivo”, in tempi non sospetti aveva effettivamente detto che il difensore buono del Bari dello scorso anno era finito all’Inter e non alla Juve.
I primi dieci minuti di Juventus – Genoa non hanno fatto che confermare questo atroce sospetto: ancora prima che la squadra di Ballardini tirasse in porta, ci ha pensato lui, Leonardo Bonucci, a battere Storari. E con una grande deviazione al volo, infilando la palla nell’angolino in basso a destra della porta difesa dal portiere romano. Un gol della Madonna, insomma, che ha avuto il solo difetto di gonfiare la rete sbagliata.
Rassegnato a un’altra umiliazione domenicale e avendo già messo in conto il fatto di essermi rovinato il pranzo, sono rimasto comunque davanti alla televisione, convinto ad andare “fino in fondo” da due fattori. Il primo: la Juve, contrariamente a quanto visto con la Roma, stava giocando bene. Il secondo: di là c’era in porta Eduardo, uno che solitamente fa 3 papere ogni 2 interventi. (altro…)

Roma – Juventus 0-2

Milos Krasic manda un messaggio distensivo a Francesco Totti, ieri al diciottesimo anno di Roma

La partita di ieri sera, che ha messo di fronte una Roma (quasi) americana e una Juventus (quasi) allo sbando, è stata una di quelle cose che ti dovrebbero far vergognare di essere juventino.
Perché il giudizio dei primi 45 minuti è stato a lungo sospeso tra il “sono indisponenti”, il “sono inguardabili” e il “sono pippe”. Pareva quasi che Delneri, negli spogliatoi, avesse detto ai suoi “akrkasdksdkasksds”, che, in Italiano, suonerebbe più o meno come “mi sono rotto i maroni di fare la figura del pirla. Oggi si gioca per non prendere gol, senza nemmeno pensare a segnarne“.
Ed è così che la Juventus, complice l’assenza di Del Piero, scende in campo con il solo Matri là davanti, con Pepe e Krasic a girargli intorno. Se ci fosse un’idea alla base di questa scelta, uno potrebbe pure accettarla. Non condividerla, eh, accettarla.
Invece no, l’idea non c’è, e si sparacchia la palla avanti, alla “viva il parroco”. Così capita che la Juventus non effettui un singolo, vero tiro in porta per tutto il primo tempo, e che Storari debba fare il fenomeno per fermare, nell’ordine, uno splendido tiro di Vucinic, una conclusione spettacolare di Totti e una fucilata da fuori area di Daniele De Rossi. Quello che forse andrà via da Roma, che è una di quelle robe che ti farebbe capire che sì, anche gli americani fanno delle minchiate.
Marco Storari, alla fine, dirà “oh, mi avete un po’ frantumato le balle. Ringrazio mia moglie, che mi sta vicino quando Delneri sceglie di non farmi giocare e non si capisce il perché
Ma la Juve del primo tempo fa schifo, è inguardabile. E tutto questo succede mentre su SKY Sport 3 stanno trasmettendo la finale del Master 1000, che vede di fronte Nadal e Djokovic. Lì sì che c’è uno spettacolo vero… ma tu sei Juventino, quindi cambi canale solo quando il cuore te lo concede. O quando ne hai abbastanza dell’ennesimo lancio lungo. (altro…)

Juventus – Brescia 2:1

Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.
Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.

La Juventus molla la febbre del sabato sera, che la ha vista protagonista negli ultimi seimila turni di campionato (quelli contro il Barcellona), e torna a giocare la domenica pomeriggio, come ai tempi belli.
E il sole è come una noce di cocco: fa bene alla pelle, fa bene ai capelli… certo, se te lo mangi è molto meglio. Si diceva… il sole torna a splendere su Torino, illuminando una prestazione bianconera opaca e molle, in cui l’unico, fantastico ricordo da mandare a futura memoria è il gol dell’eterno Capitano.

La partita comincia bene: sfruttando il liscio di un tizio con la maglia blu, Matri confeziona un assist al bacio per Milos Krasic. Il biondo alfiere non ci pensa un attimo e scaglia un missile verso la porta di Arcari, che non può far altro che imprecare in sei lingue diverse mentre prende nota dell’uno a zero per la Juve. Il fatto che la gara si sia messa bene da “quasi” subito potrebbe portare a pensare che la strada sia in discesa, che si possa uscire a far un giro in bici lasciandosi accarezzare dal sole. Chi la pensa così, evidentemente non ha visto le ultime due stagioni della compagine Juventina. La Paura, a Vinovo e dintorni, è sempre lì in agguato ed è capace di trasformare Chiellini in un povero pulcino impaurito, Bonucci in un piccolo soldatino dal cuore di stagno e Gigi, il portiere numero uno al mondo, in un novello acchiappafarfalle. Capita così che il Brescia scagli un cross dal giardino di casa del suo presidente, e che questo cross arrivi nell’area bianconera. Esattamente a metà tra Bonucci e Chiellini, un filo più a sud di Gianluigi Buffon. Sulla testa di Eder, insomma. Che ringrazia, segna e porta a casa il pareggio. (altro…)

Cesena – Juventus 2:2

Del Piero e Matri. Due che sanno giocare al pallone.
Del Piero e Matri. Due che sanno giocare al pallone.

Le ultime partite della Juventus non le ho proprio guardate. La scelta non è da ricondurre al disamore per la squadra, quanto piuttosto alla poca conoscenza del calendario di Serie A da parte di mia moglie, abile a prendere impegni sempre e solo quando gioca la Juve, sia che si parli di mezzogiorno della domenica, sia che si tratti delle sei del sabato sera. Puntuale e chirurgica, direi.

Milan, Lecce e Bologna sono state bellamente saltate, si diceva. E la Juve, in quelle tre fantastiche gare, ha preso schiaffi manco stesse giocando contro il Barcellona.
Questo sabato sera, conscio della poca conoscenza del calendario di Serie A da parte di mia moglie, ho prenotato il divano, la televisione e le due ore che portavano dalle 20.45 alle 22.45, così da infilarci pure un attimo di post-partita. C’è il Cesena, la squadra che ha preso a pallonate diversi top team e che rappresentava l’ultima chance per rilanciare la Vecchia Signora.
È la serata buona, te lo senti.

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