
Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.
La Juventus molla la febbre del sabato sera, che la ha vista protagonista negli ultimi seimila turni di campionato (quelli contro il Barcellona), e torna a giocare la domenica pomeriggio, come ai tempi belli.
E il sole è come una noce di cocco: fa bene alla pelle, fa bene ai capelli… certo, se te lo mangi è molto meglio. Si diceva… il sole torna a splendere su Torino, illuminando una prestazione bianconera opaca e molle, in cui l’unico, fantastico ricordo da mandare a futura memoria è il gol dell’eterno Capitano.
La partita comincia bene: sfruttando il liscio di un tizio con la maglia blu, Matri confeziona un assist al bacio per Milos Krasic. Il biondo alfiere non ci pensa un attimo e scaglia un missile verso la porta di Arcari, che non può far altro che imprecare in sei lingue diverse mentre prende nota dell’uno a zero per la Juve. Il fatto che la gara si sia messa bene da “quasi” subito potrebbe portare a pensare che la strada sia in discesa, che si possa uscire a far un giro in bici lasciandosi accarezzare dal sole. Chi la pensa così, evidentemente non ha visto le ultime due stagioni della compagine Juventina. La Paura, a Vinovo e dintorni, è sempre lì in agguato ed è capace di trasformare Chiellini in un povero pulcino impaurito, Bonucci in un piccolo soldatino dal cuore di stagno e Gigi, il portiere numero uno al mondo, in un novello acchiappafarfalle. Capita così che il Brescia scagli un cross dal giardino di casa del suo presidente, e che questo cross arrivi nell’area bianconera. Esattamente a metà tra Bonucci e Chiellini, un filo più a sud di Gianluigi Buffon. Sulla testa di Eder, insomma. Che ringrazia, segna e porta a casa il pareggio. Leggi il seguito di questo articolo…




