Sulle incoerenze di Assassin’s Creed 2 – Lasciatemi scegliere tra Bene e Male!

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Attenzione, il seguente articolo contiene un paio di spoiler mica male sulla trama di Assassin’s Creed 2, uno dei titoli più divertenti dell’anno per quanto riguarda la piattaforma di Microsoft. Prima di continuare nella lettura, è bene che finiate il gioco per due motivi: non vi rovinate la storia e potete capire appieno ciò di cui si parla.

Il titolo Ubisoft è sicuramente uno dei più interessanti dell’anno. Dalla sua ha una trama clamorosa, un sistema di gioco interessante e mai frustrante e un altro tot di cose che possono solo che essere considerate positive. Eppure, qualcosa che non va c’è.
Il primo appunto da fare riguarda la famosa cappa Auditore, ottenibile raccogliendo tutte e 100 le piume sparse per l’area di gioco. Indossando questa cappa, il nostro status di bravi assassini verrà sempre mandato a ramengo: in pratica, saremo “famigerati” in ogni città che visiteremo, a prescindere dalle nostre azioni. Se questo mi può star bene per la zona di Venezia, dove Ezio in men che non si dica fa esplodere personaggi importanti e arreca parecchio fastidio alle guardie, diventa automaticamente inaccettabile nella città di Firenze. Lì, l’aver salvato Lorenzo de’Medici, sgominando la famiglia dei Pazzi, dovrebbe garantirci lo status di “eroe nazionale”: invece, niente da fare, e via a pestar guardie. Ma stiamo parlando di poca cosa.Assassin's Creed 2 - 03

Ben più grave è, infatti, la mancanza di coerenza nei comportamenti del nostro alter ego. Non si capisce infatti come mai il buon Ezio Auditore da Firenze, assassino spietato per il 95% del gioco, si ravveda proprio all’ultimo, quando è lì lì per mandare al Creatore il suo nemico numero uno, ovvero Papa Borgia. Dopo uno scontro finale poco impegnativo, i volti dei due personaggi si trovano a pochi centimetri l’uno dall’altro: il Papa giace a terra ed Ezio, che vede finalmente avverarsi i suoi sogni di vendetta per gli assassinii crudeli e spietati di padre e fratelli, decide che “con lui ha finito”, risparmiando la vita al Pontefice. Capisco l’imbarazzo di avere a che fare con un titolo in cui si uccide il Papa, ma a livello di coerenza narrativa questo stona, e parecchio. Ezio non è un personaggio che perdona, né è giusto che lo faccia al termine del suo viaggio. Sarebbe stato più coerente permettere l’omicidio, o quantomeno lasciare al giocatore la scelta, liberandosi così della questione morale in modo tutto sommato “onesto” nei confronti dell’acquirente.  In altre parole, rischia di risultare frustrante inseguire un “cattivo” per quindici ore e poi lasciare che siano dei programmatori a decidere cosa è Bene e cosa è Male. O no?

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.