Quella musica che non hai il coraggio di buttare…

Qualche giorno fa, mentre ero a pranzo con Surgo (Nintendo Rivista Ufficiale), Bisboch (Andrea Babich, ora Nintendo Rivista Ufficiale, prima Zozzate con le Teenager e XMU) e Kikko (Ivan Conte, editor di Gamesvillage.it e valente redattore della mia The Games Machine), è sbucato dal nulla un discorso interessante, che riguarda la musica che ascoltiamo, come ne fruiamo, come non si sia mai in ritardo per scoprire qualcosa di valido (tipo i Beatles, eh, non i “chicippasonostiqua”).
Detto questo, punto nell’orgoglio dal blog di Mattia, mi trovo costretto a fare outing: la musica che ascolto si è fermata, per buona parte, ai tempi del liceo. Già, per me che sono cresciuto con Aerosmith, Guns n’ Roses, Bon Jovi, Alice in Chains, Ozzy, un tot di Metal (ho lavorato per un po’ in Lucretia Records, alla fine del liceo, grazie al Bersa, che ora porta avanti la sua maestosa Scarlett), AngrA, Rhapsody, Kappanera, Time Machine e compagnia cantante, la musica ha ancora l’etichetta ingiallita che reca la scritta “estate del ’9x”.

Buona parte delle cose che conosco non è mai stata sentita in forma originale.
Buona parte delle cose che ascolto ora è stata appresa in qualche camposcuola degli anni ’90.
Tipo One, degli U2, che mi è stata insegnata da Maria, una mia compagna delle elementari. Cioè, ho fatto un salto mica da ridere: prima ho imparato la Canzone del Sole, poi Il gatto e la volpe e quindi One e un tot di pezzi di Achtung Baby. Sì, io gli U2 non li avevo mai sentiti prima: e poi dicono che la Chiesa rovina la gente.
L’unica band che sono riuscito a seguire, nella sua evoluzione, è quella guidata da John Bon Jovi, di cui ho apprezzato la svolta “country”. Per gli altri, non c’è stato verso di progredire: sono fermo a Love in an Elevator degli Areosmith, Sweet Child o’ Mine dei Guns, Wind of Change degli Scorpions, Creep degli Stone Temple Pilots, Losing My Religion dei R.E.M., Run to the Hills degli Iron Maiden, I Remember You degli Skid Row, Two Princess degli Spin Doctors, Train of Consequences dei Megadeth con una spruzzatina di Nevermind dei Nirvana, You Keep This Love dei Pantera, una Interstate Love Song o una Changes di Ozzy, per cui non ringrazierò mai abbastanza Stefano Marchini e i tempi del liceo.
Tutto fermo, lì, immobile, con praticamente le stesse playlist che girano da anni.
E forse, sentendo un Chinese Democracy o un Cryptic Writing a caso, è stato un bene.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ivFYVAntpw0[/youtube]




Achtung Baby, senza il genitivo geniale!
Comunque il titolo del post è bellissimo, l’idea è bellissima, ma le conseguenze sono altrettanto bellissime: gli insulti. I Bon Jovi, porco cazzo. I BON JOVI. Ma dio santo… (oltre a un sacco di altri)
Ma ammazzati, tu e i tuoi Beatles (potete sostituire con il nome del vostro gruppo preferito)! (qui DEVONO scattare gli insulti. Magari pure di Bisboch!)
Mi dispiace ToSo ma i Bon Jovi proprio no… Ma mi stà sui cosiddetti un pò tutto il rock di quel tipo, quindi non faccio testo
Eretico. Sei un eretico.
Ma a FIFA 10 giochi che è uno spasso
Il mio iPod racconta la stessa storia!
Nel senso che faccio ridere da come gioco??:)
Comunque quel tipo di Rock(Bon Jovi, Europe…) è l’unico che non mi è mai andato a genio. Poi ammetto che di canzoni belle ne hanno fatte, però proprio non riesco a farmeli piacere