[PROTOTYPE]

Publisher: Activision, Sviluppatore: Radical, Sito: www.prototypegame.com

Di Prototype si è scritto e si è letto molto. Metacritics riporta voti altalenanti: si va dagli score siderali dei fanboy più accaniti ai punteggi giù nell’inferno di chi ha fatto del “ne capisco solo io di vg e stronco con un votaccio ogni prodotto dell’hype” il suo marchio di fabbrica. Il gusto che mi rimane in bocca, dopo averlo praticamente portato a termine, è davvero molto buono. Di quelli che vuoi riassaporare presto.

Prototype è un free roaming, come GTA, che presenta una storia forse un filo contorta ma piacevole e un protagonista che ha tutte le carte in regola per entrare nel vostro mondo dalla porta principale.Lo scopo sarà quello di aiutarlo a recuperare la memoria.

[youtube fhF74f6HbeI 600 450]
Già, ma come? Semplice, assimilando gente. Attenzione bambini, assimilare è un buon sinonimo di “mangiare”, quindi andate a letto presto e senza giocare, che poi vi fate impressionare. E qui, noi si può continuare. Alex Mercer, il nostro alter ego, è l’anti-eroe classico, che scopre nel corso dell’avventura di avere poteri che lo rendono simile a un supereroe in calzamaglia, solo più cattivo e spietato dei vari Superman, Spiderman e Batman assortiti. E meglio vestito, aggiungerei, ma magari è solo per il fatto che amo i giubbotti di pelle e le felpe con il cappuccio. Il nemico da sconfiggere è rappresentato da un’epidemia che sta letteralmente devastando New York. Non è che andrete in giro a fare i dottori: per recuperare la vostra memoria, e capire chi/cosa vi ha trasformati nei mostri che siete, sarete costretti a ripercorrere in un gigantesco flashback che pare non finire mai gli ultimi 18 giorni della vostra vita, quelli che hanno visto la città della grande mela spazzata via da un virus letale. Che poi siete voi. O forse no. È presto per dirlo. La città è riprodotta in maniera più che discreta, pur se si nota una certa ripetitività di texture che pare però logica considerando l’ampiezza del titolo Activision. L’azione scorre via fluida, e apprendere nuovi poteri o scegliere l’approccio preferito per le missioni è davvero piacevole. L’unica pecca è che il tutto pare un filo annacquato per aumentare le ore di gioco. Per intenderci, se ci avessero permesso di chiuderlo in otto ore, invece che in quindici, non ci saremmo certo lamentati.

[starreview tpl=16]

[nggallery id=2]

Potresti pure trovare interessanti:

ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

I commenti sono stati chiusi.