Far Cry 3 – Primi Piani

Arrivano dalla tonnellata di foto che ho preso per la recensione di Ivan, comparsa su TGM. Qualcuna è carina, qualcuna è da buttare. Però le avevo lì, sul disco fisso, a fare la muffa. E le avrei perse, ovviamente.

 

 

The Cave

The Cave è un’esperienza galvanizzante, divertente, da vivere tutta d’un fiato o, alla peggio, in un paio di serate. Il gioco di Ron Gilbert vede un terzetto di impavidi esploratori, scelto da una rosa di sette candidati, avventurarsi in una caverna… parlante. Enigmi divertenti e mai frustranti e dialoghi che fanno piegare in due dal ridere condiscono un viaggio elettrizzante, che rapisce dal primo all’ultimo secondo. Divertente e consigliato. Tipo da subito.
Qui ci sono cinque minuti di gioco

Dishonored

Dishonored non è stata una sorpresa. Sapevo già, ancora prima di lanciarlo per la prima volta, che ci sarei rimasto sotto. La storia che racconta non merita un Oscar, ma è comunque sempre godibile e questa mancanza di originalità viene ampiamente compensata da un gameplay vario e divertente come poche volte è capitato nel recente passato. Tecnicamente non è un mostro, ma tutto quello che c’è fa il suo dovere. Ottimi doppiaggio e traduzione in italiano, specie considerando la grande quantità di testi che attende gli emuli di Corvo. Un acquisto obbligato per chiunque abbia voglia di provare qualcosa di diverso.

Borderlands 2

Ho giocato Borderlands 2 per 25 ore, nei panni di Zer0, e staccarmene anche solo per un weekend è stato davvero un problema. Il mondo inscatolato da Gearbox è sorprendente, affascinante, unico. Tutto quello che mi aveva convinto e divertito nel primo episodio è presente in questo secondo capitolo e alcuni difetti di design – primo tra tutti quello relativo alla minimappa, ora sempre visibile – sono stati eliminati.
Ho molto apprezzato anche la varietà dei livelli, specialmente sotto il punto di vista cromatico: non che quelli del primo Borderlands fossero brutti, anzi, ma dopo enne ore di gioco in cui vedi tutto marrone, c’è il rischio che le pupille vogliano suicidarsi. Fermatele, parlategli insieme e aspettate di vedere le nuove ambientazioni: impedirete un “pupillicidio” e la vostra permanenza su Pandora sarà ancora più piacevole. Scherzi a parte, quel che mi sento di dire è che il titolo di 2K è, al momento e in attesa di Dishonored, pur molto distante per molti versi, il miglior shooter dell’anno: divertente, intelligente, capace di dispensare sani calci sui denti in diverse fasi del gioco e, soprattutto, fuori parametro se affrontato in multiplayer (cooperativo, ovviamente). Con TMB ci siamo fatti qualche scampagnata nelle industrie Hyperion, e il risultato è stato esaltante tanto sotto l’aspetto del netcode, con una pressoché totale assenza di lag, quanto sotto quello del divertimento e della tattica. Forse uno dei pochi giochi a meritare un acquisto impulsivo, al day one. Fatelo, e non ve ne pentirete.
(questo commento è apparso nella recensione di Borderlands 2 pubblicata su The Games Machine, numero 289)