Mental – Stagione 1

Ieri sera si è conclusa la prima – e al momento unica – stagione di Mental, serie TV che il buon Zzavettoni ha battezzato come una versione “scritta dal cugino stupido di quello che si occupa di Doctor House”. Ora, non è la prima volta che Mat dice una cazzata, quindi non c’è da stupirsi più di tanto che alla fine sia davvero bello.

menta1Creato da Deborah Joy e Dan Lavine (Dawson’s Creek, tra gli altri), Mental è un medical drama co-prodotto da Fox Tv Studios e Fox International Channels, per il quale si è optato per la medesima strategia di lancio riservata a The Listener: 35 i paesi interessati alla “quasi contemporanea” trasmissione delle puntate.

I tredici episodi che compongono la prima stagione del telefim basato sulle vicende di Jack Gallagher sono veramente ben realizzati, e propongono una trama solida, che racconta le vicende di Jack Gallagher (Chris Vance), un “medico della mente” che ama utilizzare approcci alternativi. La storia si sviluppa mostrando solidi intrecci narrativi, che presentano, nelle puntate più recenti, anche il dramma personale del protagonista, “angosciato” dal ritrovare la sorella Beckie.
Nel mentre, tanti casi brillantemente risolti e una snervante lotta politica sotterranea, che vede da una parte Carl, un odioso arrampicatore sociale che opera nello stesso settore, e dall’altra Nora, la direttrice, che vede in Jack il futuro del reparto. E nemmeno un cliff-hanger insensato, a differenza di True Blood.

La puntata finale, che costringe il team di medici a confrontarsi con un sequestro e con un presunto caso di licantropia, risolve buona parte dei nodi emersi nel corso della stagione. E chiude con una frase che lascia ben sperare per un’eventuale – attesissima almeno dal sottoscritto – seconda stagione: “Cosa farò? Non lo so, ma sarete i primi a saperlo”.

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.