La Trilogia di Bartimeus – J. Stroud

Dopo il successo di Harry Potter, in tanti hanno provato a raccontare storie aventi come protagonisti dei maghi. C’è chi ha fallito miseramente nel tentativo (e non merita nemmeno un paio di righe su un blog si seconda mano come questo), e chi, invece, ha tirato fuori dal cilindro delle opere piacevoli da sfogliare, e sicure da consigliare agli amici.


Il lavoro di Stroud è stato in grado di rapirmi sin dal primo istante.
La sua opera, che si compone di tre volumi, racconta una storia convincente, che scorre via veloce e che offre svariati spunti per pensare.
Si comincia in una Londra non molto differete da quella che conosciamo, dove i maghi sono al potere e controllano tutto grazie all’uso di demoni, asserviti a loro tramite complessi incantesimi. Tra questi, trova posto Bartimeus, Jinn irriverente, che viene convocato da un piccolo apprendista ritenuto particolarmente incapace dal suo mentore.
Nathaniel, questo il nome del giovane, e Bartimeus formano una strana coppia, male assortita ma vincente sotto tutti i punti di vista,tanto da poter essere considerata una delle più azzeccate prodotte negli ultimi anni.copj13.asp
Ognuno di essi è caratterizzato da uno stile narrativo proprio: mentre si leggono le peripezie dell’ambizioso Nat, la lettura scorre veloce, fluida, ma traspare quell’insicurezza tipica della giovane età del protagonista. Ambizione, rabbia, paura… tutto concorre a comporre il quadro di un adolescente non molto distante dai canoni tipici della nostra società.
Quando la parola passa al demone (pardon, jinn) Bartimeus, tutto acquista un altro ritmo e le nuove prospettive, vissute dagli occhi di un personaggio che ha passato in rassegna gli ultimi 5000 anni di storia, sono divertenti, frizzanti e irriverenti, così come le molte note che costellano le pagine dedicate alla sagace creatura dell’Altro Mondo.
I singoli romanzi, gradevoli, hanno le carte in regola per vivere come creature a sé stanti, ma una volta terminata la lettura del terzo se ne intuisce la vera potenza, quando tutto trova il suo posto nell’universo disegnato e raccontato da Stroud. La trilogia è ricca di colpi di scena, intrecci narrativi complessi e chiari al tempo stesso e personaggi assolutamente da applausi, sia che si parli dei due protagonisti, sia che si abbia a che fare con le molte figure secondarie.
Lo schema dei primi due volumi della serie è molto simile: vengono introdotti i protagonisti, si scopre un complotto e si vola all’atteso happy ending finale. In entrambi i casi, la chiusura del libro è dedicata a qualche insegnamento, più o meno velato, più o meno sagace, che il giovane Nathaniel apprende dal cinico Bartimeus. Diverso l’esito del terzo, che risulta abbastanza lontano da quanto ci si aspetterebbe.
L’intreccio narrativo funziona, e riesce a tenere incollato il lettore alle vicende che portano prima a recuperare il prezioso amuleto di Samarcanda e poi a sconfiggere un golem.
In mezzo, solo accennata nel primo romanzo, decisamente più presente nel secondo, trova spazio la Resistenza, un’organizzazione segreta che ha come scopo quello di rovesciare il dominio dei maghi, e che ha il merito di introdurre la fgura di Kitty.

Tre ottimi romanzi, una convincente trilogia. Da leggere.

[starreview tpl=16]

Potresti pure trovare interessanti:

ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

I commenti sono stati chiusi.