Juventus – Brescia 2:1

Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.
Milos Krasic pensa che lo straniero sia Delneri, quando parla.

La Juventus molla la febbre del sabato sera, che la ha vista protagonista negli ultimi seimila turni di campionato (quelli contro il Barcellona), e torna a giocare la domenica pomeriggio, come ai tempi belli.
E il sole è come una noce di cocco: fa bene alla pelle, fa bene ai capelli… certo, se te lo mangi è molto meglio. Si diceva… il sole torna a splendere su Torino, illuminando una prestazione bianconera opaca e molle, in cui l’unico, fantastico ricordo da mandare a futura memoria è il gol dell’eterno Capitano.

La partita comincia bene: sfruttando il liscio di un tizio con la maglia blu, Matri confeziona un assist al bacio per Milos Krasic. Il biondo alfiere non ci pensa un attimo e scaglia un missile verso la porta di Arcari, che non può far altro che imprecare in sei lingue diverse mentre prende nota dell’uno a zero per la Juve. Il fatto che la gara si sia messa bene da “quasi” subito potrebbe portare a pensare che la strada sia in discesa, che si possa uscire a far un giro in bici lasciandosi accarezzare dal sole. Chi la pensa così, evidentemente non ha visto le ultime due stagioni della compagine Juventina. La Paura, a Vinovo e dintorni, è sempre lì in agguato ed è capace di trasformare Chiellini in un povero pulcino impaurito, Bonucci in un piccolo soldatino dal cuore di stagno e Gigi, il portiere numero uno al mondo, in un novello acchiappafarfalle. Capita così che il Brescia scagli un cross dal giardino di casa del suo presidente, e che questo cross arrivi nell’area bianconera. Esattamente a metà tra Bonucci e Chiellini, un filo più a sud di Gianluigi Buffon. Sulla testa di Eder, insomma. Che ringrazia, segna e porta a casa il pareggio.

Traorè
Zave sostiene che Traorè non meriti la Juve. Forse non ha visto giocare gli altri terzini.

Il secondo tempo è semplicemente mediocre fino a quando Alessandro Del Piero non accende la luce. Prende palla poco oltre la linea che delimita il centrocampo, supera tre avversari e un Mareko ammonito e spaurito e la mette alla destra di Arcari, premendo il tasto per il tiro piazzato, come in FIFA 11. Il gol è stupendo, vale un contratto in bianco per altre sei stagioni. 2 a 1, signori e signore.

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E lì, quando vedi che si alza Toni, credi che Delneri stia per fare la solita sciocchezza, tirando fuori il Capitano per mettere dentro lo stangone ex-Brescia. Invece no: il tecnico di Aquileia manda sotto la doccia un esausto Matri, che la curva apprezza e applaude. A Gigi, non il numero uno al mondo, l’altro, sembra quasi strano non essere fischiato dopo un cambio, quindi fa scaldare Martinez e lo manda in campo, al posto di Alex. Oh, finalmente una bella bordata di fischi per il Mister e la solita, meritatissima ovazione per il simbolo di una Juve che ha bisogno di tornare a vincere. Magari per più di una partita ogni tanto.

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

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