I Pirati della Silicon Valley – L’amore/odio di Apple e Microsoft

Ieri sera, mentre sistemava il plotter di mia moglie e mi divertivo tra porte seriali e USB di vario genere, ho avuto modo di guardare per la prima volta il film “I Pirati della Silicon Valley”.

Tratta dal romanzo Fire in the Valley, di Paul Freiberger e Michael Swaine, la pellicola confezionata da Martyn Burke porta sullo schermo la nascita di Apple, l’arrivo sul mercato del primo Mac, il successo dei sistemi operativi di Redmond e i rapporti d’amore e odio tra Microsoft e la casa della Mela. Nel mezzo, milioni di dollari guadagnati e andati in fumo per intuizioni o sviste incredibili, raccontati da flashback guidati dalle voci di Steve Ballmer (Microsoft) e Steve Wozniak (Apple).

Steve Jobs (Noah Wyle) e Bill Gates (Anthony Michael Hall)

Eppure, la figura del pollo d’oro, in questo film, non tocca né all’imbranato ma capace Gates, né al viziato e irascibile Jobs: chi esce “segnato” dall’ora e mezza della proiezione è tutto il management di IBM, di Xerox e, più in generale, di quelle compagnie che non hanno voluto investire nelle idee (e nelle scopiazzature) – geniali, ma è facile dirlo oggi – di due dei personaggi più importanti nella storia degli home computer.

Piacevole, davvero.

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

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