FIFA 10 – Il Gioco di Calcio (quasi) Perfetto

Cosa è che rende davvero grande un gioco di calcio? La risposta è semplice, e Konami ha dimostrato di conoscerla bene. Poi i tempi cambiano, non ci sono più le mezze stagioni e capita che ci sia, nel mondo, chi impara dai propri errori e si arma di taccuino, come quello di Mourinho per capirci, per prendere appunti. Il risultato di queste intense sessioni di copia spudorata sviluppatesi sull’asse Canada-Giappone si è visto in FIFA 08 e nel suo seguito 09. Quello di cui ci occupiamo ora, però, è l’ultimo capito di una serie che ha avuto il coraggio di rinnovarsi e innovarsi meglio di altre, rimettendo in discussione tutto quello che stava alla base di un gameplay lontano anni luce dal calcio vero.

E il sorpasso, utopia nelle scorse edizioni, è diventato splendente realtà con FIFA 10. Prima di continuare, mancano due cose da dire: la prima, è che questa è una recensione Juventina, con buona pace di chi adora e sposa altri colori. La seconda è che mi sono dimenticato di darvi la risposta alla domanda con cui si apre il pezzo. Rimediamo subito: sono i dettagli a fare grande un gioco di calcio.

LA METTE FUORI CANNA-VARO!
Dutch_NT_Kuyt-Huntelaar-Tasci_blockIl codice recensibile che abbiamo ricevuto in redazione è stato il vero riempipista di questo Settembre, con intense sessioni di “lavoro” a cavallo delle pause pranzo. Al di là di queste considerazioni, vediamo di alzare il sipario su quello che è il miglior gioco di calcio presente sul mercato… e mai prodotto. Per ovvietà tralasceremo la disamina delle varie modalità a disposizione, che altro non sono se non l’evoluzione diretta di quanto visto lo scorso anno con qualche ritocchino interessante qua e là (tipo il GameFace Beta che, previa iscrizione al sito internet preposto, dà modo di inserire il proprio volto nel gioco), concentrandoci su quello che accade in campo.

POI ANCORA INSISTE PODOLSKI, CANNAVARO!
Indossati gli scarpini e scelta la classica visuale “Tele”, la migliore per chi vuole avere sempre il massimo controllo su quello che accade in campo, si entra nello stadio con un filmato di presentazione che mette in luce immediatamente una delle pochissime lacune del prodotto EA: le facce, anche questa volta, non sono all’altezza di quanto si vede sul prato di Konami. Intendiamoci, Del Piero e Chiellini si riconoscono, così come un Gilardino o un Dhino qualsiasi. Ma tra il riconoscerli proposto da FIFA e il “argh, ma quello è davvero Buffon” di PES non c’è davvero paragone. Questa non è la sede per un confronto tra i due titoli più attesi dell’anno, però mi sembrava corretto segnalare che almeno il gol della bandiera Konami lo segna. L’atmosfera che si respira in campo è ottima: contrariamente a quanto capitava in alcuni frangenti di FIFA 09, qui si ha il riscontro diretto che gli schemi impiegati fanno davvero la differenza. Un 3-4-3 proporrà difensori ancorati dietro, mentre un 3-5-2 sarà ottimo per creare densità a centrocampo e via così. Potrebbero sembrare cose ovvie, ma possono essere considerate quasi inedite, in FIFA.
Ogni compagine, inoltre, viene spedita sul manto erboso con una copia esatta di quello che è il modulo realmente adottato ogni domenica: la Juve punta tutto sul centrocampo a rombo e sulla fisicità di Amauri, il Milan su un comodo rosario da sgranare ogni volta che la palla passa per i piedi del talent pack, mentre l’Inter preferisce una manovra più elaborata che sappia mettere a suo agio il giocatore più forte del mondo, Milito, il primo vero acquisto “sensa rubare”, dell’Inter di Moratti.
Il sistema di controllo proposto nella creatura di David Rutter sfrutta i due stick analogici in maniera superba, complice anche l’introduzione del tanto decantato dribbling a 360°, vera novità di questa edizione. In altre parole, sono state abolite le canoniche 16 direzioni di spostamento con la palla in favore di micro correzioni che è possibile impartire una volta in corsa. La leva di sinistra sposta l’atleta (può essere sostituita dalla croce direzionale, ma non fatelo), mentre quella di destra dà modo di controllare il first touch (il primo tocco che si effettua quando arriva il pallone) o, se utilizzata con il grilletto di sinistra, le finte.

CALCIO TOTALE
Le prime sessioni, tuttavia, restituiscono l’impressione di un titolo non particolarmente immediato: specialmente per chi arriva da Pro Evo, è fondamentale spendere tempo nella pratica, in modo da abituarsi ai tempi di reazione dei calciatori, leggermente più lunghi che nel titolo Konami. Una volta apprese le basi, però, la musica cambia ed è possibile fare di tutto con la propria squadra, sia che si scelga di ricorrere alle skill move, sia che si opti per un gioco più essenziale: la forza di FIFA risiede proprio qui, nella capacità di adattarsi a ogni stile di gioco e a ogni palato. Qui in redazione, per esempio, abbiamo gli amanti del calcio “rude e puro” come “Rondinelle” Rusconi, che non fanno una finta nemmeno a pagarli, e gli esponenti del movimento “finte e umiliazioni dell’avversario per tutti i gusti” che si mettono a palleggiare sulla linea di fondo campo con il solo scopo di far impazzire il compagno di merende che gli siede vicino. In entrambi i casi, ognuno ha il gioco che vuole, che ama.

GLI DIAMO 10?
Dutch-NT_Sneijder_VPersie_Kuyt_Passing_1Pur piacendomi da impazzire, non posso dire che FIFA 10 sia perfetto. La sfiora la perfezione, ma manca ancora qualcosina: i tiri. Le conclusioni, infatti, non sembrano ancora quelle fucilate che vediamo in televisione, e qualche volta risultano lente anche senza che si cerchi di piazzare il tiro con il trigger di destra. Tutto il resto, in compenso, fa ampiamente il suo dovere: i nuovi contrasti sono molto belli, estremamente fisici e ben si sposano con il nuovo dribbling di cui parlavamo poco fa. Questa rivisitazione degli scontri dà modo di arginare il fenomeno “IbraRonaldoMessiGesù” che affliggeva la scorsa edizione di PES e FIFA, che consiste nel prendere un giocatore veloce per fargli fare tutto il campo, possibilmente sparando la palla sotto al sette. Qui, un buon difensore, giocando d’anticipo può giocarsi la carta della prestanza fisica, sbilanciando l’avversario e recuperando il pallone. Il meccanismo funziona, e anche bene, benché l’impressione è che ci siano giocatori, come l’eterno Alex, Mister 2 a 0 Germania a casa, leggermente svantaggiati.

IN MULTIPLAYER
La sezione multiplayer di FIFA 09 era decisamente solida e accattivante: qui non hanno fatto altro che mantenersi sugli stessi livelli. Se escludiamo qualche problema in alcune partite classificate, la situazione è più che soddisfacente sotto ogni punto di vista. Bello, bello e ancora bello.

IN SOLDONI, CHE QUI CON SI PREVEDE IL BOX DEL COMMENTO COME SUI SITI “VERI”
FIFA 10 è quanto di meglio il mercato possa offrire: una simulazione di calcio divertente, estremamente complessa se la si vuole padroneggiare al meglio, ma incredibilmente capace di adattarsi allo stile di ogni giocatore. Un acquisto imprescindibile per ogni utente PS3/360 che apprezzi anche solo lontanamente il calcio digitale.

[starreview tpl=16]

Dutch_NT_Kuyt_Huntelaar_Robben_HeaderDutch_NT_Huntelaar_Kuyt_VanBommel-volleyDutch_NT_Dutch-wall-2

Potresti pure trovare interessanti:

ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

I commenti sono stati chiusi.