Eccomi

Here I am,
sono Davide Tosini, più probabilmente (s)conosciuto come ToSo. Un soprannome originale, regalatomi dai miei compagni di liceo. In effetti, non si può proprio dire che abbiano fatto un grande sforzo di immaginazione. Lo sforzo vero lo ha fatto FBS, al secolo Fabio Simonetti, “alzando” la S modificando una minuscola “s” in una maestosa “S”. Dove? Ma è ovvio, sulla suola delle scarpe di quella che poi è diventata mia moglie (“così puoi davvero metterlo sotto!”, diceva).

Sì, ho avuto dei compagni di viaggio fuori di testa.

Da una manciata di anni, più  o meno 10  16, lavoro per The Games Machine, storica rivista di videogiochi per PC.
Sono il caporedattore, un ruolo che fa scena giusto quando lo pronunci. Per mia nonna, per esempio, faccio una rivista dei giochini. Da qualche tempo coordino l’area in cui lavoro, e le riviste a essa collegate. Ovviamente ho rinunciato a spiegare la cosa a mia nonna.

Sono entrato in Xenia per merito di Mao, che mi ha dato la possibilità di conoscere un ambiente, quello delle riviste, che potevo solo sognarmi da lettore affezionato quale ero. Ora il Masqui si occupa di tradurre i giochi che la gente si divora in Italiano. Suo è il primo Bioshock, giusto per fare un esempio.

Sono entrato in Future Media Italy grazie ad Andrea, che lottò per l’acquisizione e per unire sotto uno stesso tetto due storiche rivali, GMC e TGM, e svariate delle fantastiche persone che facevano parte delle due redazioni. In Future ho conosciuto buona parte dei miei attuali colleghi.
Ora sono in Sprea.
In questi sedici anni ho avuto modo di conoscere un disastro di soggetti.
Molti di questi sono stati dei veri pionieri, in Italia, per i videogiochi.
Qualcuno di questi è stato importante per me, e mi ha fatto capire che il mondo non è popolato solo da stronzi arrivisti (mamma mia come sono volgare).
Qualcuno di questi è un cialtrone… ma non è che me la posso troppo menare: non tutte le ciambelle riescono con il buco. E non fanno nemmeno più i bei film in televisione, per sparare il secondo luogo comune in un’unica frase.

Amo scrivere, suonare, guardare il calcio, il volley e giocare con i giochini. Nonostante i giochini, tuttavia, sono sposato, non ho mai tirato un sasso dal cavalcavia e no, non ho mai pensato di far esplodere la testa di tutti i miei colleghi entrando una mattina in ufficio con un fucile a canne mozze. Qualcuno ci è andato vicino a farmelo fare, in effetti. Ma posso giurare che non è colpa dei VG.

Ora lavoro con delle ottime persone: in cima alla mia personalissima lista di “cool people” trova posto – ovviamente – la mia redazione, la migliore del mondo, con i migliori giornalisti al mondo. TMB, Claudio, Mario, Roberto, Danilo, Kikko… sì, dai che li conoscete anche voi.

Poi ci sono i compagni di avventura di cui sopra, da Paolo & Max (il primo è in un’altra casa editrice, ora. Ai miei occhi, però, saremo sempre insieme :)), ad Andrea, Claudio & Zave, ora in Giunti, da William di Halifax a Lucy di EA, dal Marellone che ha sparlato di FIFA fino a quando non è entrato in EA e poi ha smesso di parlare quando è passato in Disney (dai, poraccio, da PES a FIFA, da FIFA ad Hanna Montana. C’ha ragione pure lui!) a quei pistola di Giopep, Surgo e tutto lo staff di Outcast, un podcast in cui ho la fortuna di palesarmi ogni tanto.

I compagni di gilda Gli ex-compagni di gilda non sono meno importanti: mi piacerebbe regalarne un paio a tutti, perché ci vorrebbero più “Giaaaaangi” e Lore, al mondo. E un po’ meno stronzi, per intenderci.

E poi c’è un tot di gente, che mi sono dimenticato perché sono un po’ stronzo pure io, e faccio queste cose alle 23 di una sera d’estate (aggiornandole alla vigilia di Natale di un tot di anni dopo…).

Beh, su, poche balle, avete un blog da leggere. 🙂