Dante’s Inferno, un gioco marrone.

Dire che Dante’s Inferno è un gioco marrone non è come volerlo giudicare per metafore, davvero. È che la palette di colori è quella: cominci e c’è del marrone. Ti sposti e c’è del marrone. Ti giri e c’è del marrone. Salti, affetti bambini sperduti nel limbo e… ehi, aspetta, quello è del rosso! Però poi si ritorna al marrone.

Fantastica Beatrice, che in ogni singolo filmato trova il modo di far vedere la tetta e un motivo per gemere. (cit. Giopep)
Per terminarlo a livello “folle” mi sono servite otto e rotte ore, che hanno avuto il pregio di divertirmi quasi sempre. Il problema è tutto in quel “quasi”: se da un lato ci sono combattimenti sfiziosi con i boss (mai veramente impegnativi però, e con schemi d’attacco nemmeno troppo difficili da decifrare), sezioni da “patrone ti monto” e divertenti cacce alla reliquia, è anche vero che il rovescio della medaglia è rappresentato da intere aree inutilmente frustranti, da passaggi da “platform puro” non coadiuvati da un sistema di controllo adeguato e, generalmente, da parti noiose verso la fine della discesa agli Inferi, nel cerchio dei cacciaballe.
Bello lo scontro finale, ma non ho ancora capito se mi è piaciuto perché arrivava dopo una parte che “ammazzati, programmatore che mi infili le sfide a tempo una via l’altra, alla fine del gioco” o perché è realmente efficace. L’artificio utilizzato per renderlo più impegnativo degli altri, inoltre, fa sorridere: gli attacchi di Dante, almeno a livello “folle” sono delle carezze per Lucifero (no, non è uno spoiler. È come andare a vedere Titanic e sperare che la nave non affondi). Lo schema d’attacco del Mourinho di Visceral è facile da imparare, non prevede quattro punte e costringe a saltellare a destra e a manca per lo schermo evitando onde di lava (ehi, c’è del giallo! Per di più in un livello azzurro! Ah, no, poi torna marrone), micro tornadi e lame di fuoco assortite. Lo stesso scontro, in modalità “classica” (livello di difficoltà “facile”), è una passeggiata di salute. Tipo il giocare contro la Juve di questi ultimi tempi.
BENE E MALE, MENOMALE
Il problema vero di Dante’s Inferno, almeno a mio modo di vedere, è che mette nello stesso calderone cose buone e cose meno buone senza esagerare in un senso o nell’altro. È una roba da “ignavi”, più che da dannati, insomma. L’idea dell’assoluzione o della condanna delle anime, per esempio, è carina, ma per come è stata implementata risulta vincente solo a metà, o almeno per le prime 4 figure che si assolvono/condannano. Se non si fossero limitati a differenziare le anime con due semplici righe di testo, magari sfruttandole per dare vita a livelli più colorati ispirati alla vita delle creature salvate, avremmo avuto tra le mani un titolo più vario e meno marrone.
Mi ha lasciato perplesso, infine, anche lo stile adottato. Da un lato, il gioco di Visceral rischia di essere disturbante, e per me lo è stato parecchio nel girone dei Lussuriosi. Dall’altro pare eternamente frenato e voglioso di prendersi sul serio a ogni costo. Se i Visceral si fossero lasciati andare per davvero, abbandonando gli inutili freni che si sono imposti, probabilmente avremmo avuto tra le mani un gioco sufficientemente sopra le righe per conquistarsi un gradino più alto nella classifica dei titoli tamarri per davvero.







Non è un gioco che mi intriga molto(non mi è piaciuto neanche GoW, figuriamoci questo), se dovessi propendere per un hack’n slash probabilmente andrei su Darksiders.
Comunque da quello che ho visto come dici te i Visceral potevano osare un pò di più, sia come gameplay che come direzione artistica(magari lasciando da parte le tette di Beatrice e curando di più altri aspetti). Da “non ancora giocante” mi trovo prima interessato nel vedere come vengono resi i vari gironi con i rispettivi dannati, però vado le foto e ti trovi davanti un gioco, come dici te “marrone”, guardo foto e videorecensioni e mi sembra tutto uguale.
Una buona recensione la trovi qui, John. http://zzavettoni.wordpress.com/2010/02/16/shrapnel-dimonio-con-occhi-di-bragia/
Bella recensione. I visceral comunque ci sanno fare, Dead Space è un gran gioco, però in questo caso da quello che ho letto(ho provato la demo anche se non è molto)potevano fare qualcosina in più. Se in Dead Space anche non innovando erano riusciti a tirare fuori in gioco ottimo sotto tutti gli aspetti, prendendo idee magari di altri titoli e rielaborandole, senza essere eccessivo nei contenuti e con una sua personalità, in questo caso(forse per le scarse vendite di DS?) mi sembra abbiano puntato più nell’estremizzare alcuni contenuti per suscitare clamore e Hype tralasciando un pò gli altri aspetti.
Comunque non è un genere che mi fà impazzire, quindi per ora passo, ma se lo troverò a pochi euro probabilmente gli darò una possibilità