Cesena – Juventus 2:2

Del Piero e Matri. Due che sanno giocare al pallone.
Del Piero e Matri. Due che sanno giocare al pallone.

Le ultime partite della Juventus non le ho proprio guardate. La scelta non è da ricondurre al disamore per la squadra, quanto piuttosto alla poca conoscenza del calendario di Serie A da parte di mia moglie, abile a prendere impegni sempre e solo quando gioca la Juve, sia che si parli di mezzogiorno della domenica, sia che si tratti delle sei del sabato sera. Puntuale e chirurgica, direi.

Milan, Lecce e Bologna sono state bellamente saltate, si diceva. E la Juve, in quelle tre fantastiche gare, ha preso schiaffi manco stesse giocando contro il Barcellona.
Questo sabato sera, conscio della poca conoscenza del calendario di Serie A da parte di mia moglie, ho prenotato il divano, la televisione e le due ore che portavano dalle 20.45 alle 22.45, così da infilarci pure un attimo di post-partita. C’è il Cesena, la squadra che ha preso a pallonate diversi top team e che rappresentava l’ultima chance per rilanciare la Vecchia Signora.
È la serata buona, te lo senti.

La partita comincia bene, con Alex Del Piero e Matri in campo e Vincenzo Iaquinta in panchina. È la serata buona, te lo senti.

I due Alessandro(i) giocano bene, si trovano, si passano la palla. Ma la cosa sconvolgente è che la palla arriva a destinazione, un lusso nella Juve di questi tempi.
Da un contropiede brillante, complice un taglia-fuori cestistico di Aquilani, nasce il gol dell’uno a zero. Del Piero si fa i suoi bei quaranta metri palla al piede e serve Matri in diagonale. L’ex pupillo del Cagliari, da posizione defilata, infila la palla dell’uno a zero. La Juventus non segnava da troppo tempo, più o meno da quando, nelle ultime tre gare, ha affrontato solo il Barcellona.
Detta in altre parole, il vedere il tabellone luminoso riportare un numero diverso dallo zero accanto al logo con la Zebra è stato salutato e annoverato tra i  “grandi successi del nuovo millennio”.
È la serata buona, te lo senti.

La partita sembra mettersi ancora meglio quando Giaccherini, uno che al pallone dà del tu, sbaglia il più facile dei gol dopo aver ridicolizzato tutta la difesa juventina. Da solo, a un metro dalla porta, spara in fallo laterale o poco più in là. È la serata buona, te lo senti.
Specie perché una manciata di minuti dopo Del Piero, uno che con il pallone ci esce la sera, usa il palo per fare un assist a Matri, che infila il 2 a zero.

È la serata buona, te lo senti.

Il problema vero è che Motta, a un certo punto, si ricorda che i colori della Roma, formazione nella quale militava lo scorso anno, sono il giallo e il rosso. Quindi prende prima un giallo, poi un rosso. Sacrosanti e legittimi.
Nel mezzo, un rigore in cui Gigi si ricorda che il Manchester United lo aveva cercato, meritandosi il rosso. Poi scopre che la seconda maglia dell’Arsenal è più cool, quindi sposa la causa del giallo, un filo meno acceso di quello che brilla sulla maglia dell’amico arbitro.

E dal 2 a 1 in avanti, per tutto il secondo tempo in inferiorità numerica, la Juventus prende scoppole come se non ci fosse un domani. Gigi, che con la maglia dell’Arsenal sta meglio, effettua tre o quattro parate di quelle che ti fanno capire che è il migliore del mondo. Poi, però, parola di Parolo, al minuto ottanta e qualcosa non può farci niente: il tiro passa in mezzo alle gambe di undici calciatori differenti, poi rimbalza su quelle di tre atleti del Barcellona, e si infila nell’angolo sinistro. C’è il 2 a 2.

Era la serata buona, te lo sentivi. E non hai avuto torto, perché un punticino che smuove la classifica ti proietta fuori dalla zona salvezza. Ora sei lì, a ridosso dell’Europa League, dove il prossimo anno potrai pareggiare altre sei partite. Sempre che tu strappi il biglietto per andarci, sia chiaro.

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ToSo

Appassionato di videogiochi da quando è nato, il ToSo suole divertirsi con Photoshop, Word, Excel, sparatutto, action adventure e titoli sportivi: l’importante è che non sia necessario spostarsi dal divano. Nel tempo libero realizza le più belle sigle del mondo, quelle per Outcast. Si dice non abbia mai tirato un sasso dal cavalcavia, né fatto stragi dal vivo, armato di shotgun.

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