Far Cry 3 – Primi Piani

Arrivano dalla tonnellata di foto che ho preso per la recensione di Ivan, comparsa su TGM. Qualcuna è carina, qualcuna è da buttare. Però le avevo lì, sul disco fisso, a fare la muffa. E le avrei perse, ovviamente.

 

 

Mark of the Ninja

Mark of the Ninja è una piccola perla che non dovrebbe mancare nella libreria di nessun utente Xbox 360. Il titolo di Klei Entertainment ha uno stile grafico gradevolissimo, un sistema di gioco praticamente esente da falle e un livello di sfida che si adatta al tempo che deciderete di dedicargli. Il doppio finale e la modalità Partita +, disponibile una volta completato il primo giro e resa più difficile dall’assenza di indicatori che mostrano il punto in cui è concentrata l’attenzione dei nemici, impreziosiscono un gioco stupefacente, che si completa sì in otto ore, ma che offre un livello di rigiocabilità elevato, grazie a sfide ben pensate e mai banali. Non ci sono nei evidenti, a parte qualche fastidioso errore di localizzazione sparso qua e là per le schermate statiche. No, non avete buone scuse per non comprarlo.
Se ti va, puoi leggere l’intera recensione su GamesVillage.it cliccando qui.

Mass Effect 3

Il lato sparatutto è divertente, quello RPG, nell’accezione più classica del termine (e non solo),  praticamente assente. È un titolo coinvolgente e solido, ma non perfetto sotto diversi punti di vista, a partire dalla grandezza delle ambientazioni, e dal loro livello di interattività, ritoccato verso il basso rispetto a quello degli episodi precedenti.
Ci sono bug su ogni piattaforma: su PS3 sembra scattichiare in diversi frangenti, su Xbox 360 ha qualche glitch e una missione non completabile (quella di soccorso all’Accademia Grissom) e su PC la parte tecnica presenta texture poco definite. La fase di esplorazione dei pianeti è stata modificata rispetto a quella di Mass Effect 2: qualcuno dice in meglio, qualcuno dice in peggio. A ogni modo, c’è un achievement legato al recupero di 10 oggetti sparsi per la Galassia che vale lo sbattimento (minimo) che richiede.
Sotto il profilo della narrazione, Mass Effect 3 racconta una storia ben scritta, pur se con qualche buco che non si capisce se verrà colmato o meno.
A ogni modo, c’è da riprendersi la Terra. Ed è incredibilmente divertente farlo.

Syndicate

Cominciato e finito in un weekend, il reboot di Syndicate partorito da StarBreeze mi ha proprio divertito. Non è uno sparatutto che riscrive il genere, ed è molto meno aperto di quanto in realtà non voglia sembrare, ma ha una storia carina da seguire, un co-op solido, specie se giocato con gli amici, ed è impegnativo il giusto, soprattutto nei combattimenti con i boss di fine livello.

Io, Ibra

Quella di Ibrahimovic è una biografia strana: è scritta meno bene di quelle di altri giocatori, torna spesso – troppo – su alcuni concetti, ma ha il pregio di essere più interessante di buona parte di quelle che ho letto. Non svela tantissimi retroscena, ma quel che dice è gustoso, c’è “ciccia” insomma.
Il libro è stato spazzato via in due giorni secchi, come pronosticato da @zave. Se piace il calcio, se si riconosce la grandezza di Ibra, che è personaggio molto prima di essere un giocatore fortissimo, è una lettura consigliata, capace di rapire fino alla fine.

Top 5 – Le Canzoni che pensavi “meh” e invece…


Ci sono un sacco di gruppi e un sacco di canzoni che, quando li senti nominare la prima volta, ti fanno comparire un fumetto sopra la testa con la scritta “meh”. Non è “bleah”, non è “puah”. È proprio “meh”. Dovendo descrivere il concetto in maniera più articolata, con una frase, suonerebbe più o meno così: “beh, ma che mi dovrei aspettare da questo gruppo di scappati di casa?”. Come si evince dal sagace uso del grassetto, è facile capire il perché del “meh”.
Poi ti capita di ascoltarli, di infilare nel lettore il loro CD, o di guardare un video su YouTube e… il “meh” si trasforma. Non sempre diventa un “minchiaoh”, ma qualche volta sì.
Come nel caso della Top 5 di oggi.

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