Borderlands 2

Ho giocato Borderlands 2 per 25 ore, nei panni di Zer0, e staccarmene anche solo per un weekend è stato davvero un problema. Il mondo inscatolato da Gearbox è sorprendente, affascinante, unico. Tutto quello che mi aveva convinto e divertito nel primo episodio è presente in questo secondo capitolo e alcuni difetti di design – primo tra tutti quello relativo alla minimappa, ora sempre visibile – sono stati eliminati.
Ho molto apprezzato anche la varietà dei livelli, specialmente sotto il punto di vista cromatico: non che quelli del primo Borderlands fossero brutti, anzi, ma dopo enne ore di gioco in cui vedi tutto marrone, c’è il rischio che le pupille vogliano suicidarsi. Fermatele, parlategli insieme e aspettate di vedere le nuove ambientazioni: impedirete un “pupillicidio” e la vostra permanenza su Pandora sarà ancora più piacevole. Scherzi a parte, quel che mi sento di dire è che il titolo di 2K è, al momento e in attesa di Dishonored, pur molto distante per molti versi, il miglior shooter dell’anno: divertente, intelligente, capace di dispensare sani calci sui denti in diverse fasi del gioco e, soprattutto, fuori parametro se affrontato in multiplayer (cooperativo, ovviamente). Con TMB ci siamo fatti qualche scampagnata nelle industrie Hyperion, e il risultato è stato esaltante tanto sotto l’aspetto del netcode, con una pressoché totale assenza di lag, quanto sotto quello del divertimento e della tattica. Forse uno dei pochi giochi a meritare un acquisto impulsivo, al day one. Fatelo, e non ve ne pentirete.
(questo commento è apparso nella recensione di Borderlands 2 pubblicata su The Games Machine, numero 289)

 

Mark of the Ninja

Mark of the Ninja è una piccola perla che non dovrebbe mancare nella libreria di nessun utente Xbox 360. Il titolo di Klei Entertainment ha uno stile grafico gradevolissimo, un sistema di gioco praticamente esente da falle e un livello di sfida che si adatta al tempo che deciderete di dedicargli. Il doppio finale e la modalità Partita +, disponibile una volta completato il primo giro e resa più difficile dall’assenza di indicatori che mostrano il punto in cui è concentrata l’attenzione dei nemici, impreziosiscono un gioco stupefacente, che si completa sì in otto ore, ma che offre un livello di rigiocabilità elevato, grazie a sfide ben pensate e mai banali. Non ci sono nei evidenti, a parte qualche fastidioso errore di localizzazione sparso qua e là per le schermate statiche. No, non avete buone scuse per non comprarlo.
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