Misfits – Stagione 1

Vista la prima puntata, Misfits sembrava ‘na boiata di quelle inguardabili, che accumuli su MySKY HD e poi lasci lì a marcire come I Pilastri della Terra. O, alla peggio, una di quelle robe che piacciono solo a me, con l’aggravante che, a ‘sto giro, non mi era nemmeno piaciuta. Poi capita di guardare il secondo episodio e vedi che i protagonisti sono assolutamente geniali, clamorosamente reali, sfacciatamente divertenti e ben tratteggiati. E avido avido ti spupazzi pure la terza puntata, e poi la quarta, quindi la quinta e, infine, la sesta. E sei lì, in fibrillazione perché settimana prossima comincia Stagione 2. E se ci pensi, c’hanno pure dei poteri un po’ fuffa, ‘sti eroi. Perchè c’è quella che ascolta i pensieri, come in No Ordinary Family, quello che diventa invisibile, quello che riavvolge il tempo, quello che si scopre all’ultima puntata e la strafiga che, se tocca qualcuno, gli fa esplodere il testosterone. Io lo avevo detto che erano poteri inutili, no? (altro…)

Juventus – Inter 1:0

Matri saluta Cordoba, che saluta Matri
Matri saluta Cordoba, che saluta Matri

Io sono uno scaramantico. Ma talmente scaramantico che ieri sera, sullo zero a zero, ho deciso di non spostarmi di un millimetro dal divano perché temevo che l’Inter segnasse. E così giacevo sdraiato, con il braccio destro innaturalmente piegato sotto la testa e il sinistro che sorreggeva il mento. Per 90 minuti, più 15 di intervallo, più 4 di recupero. Immobile.

Mentre stavo lì fermo, perdendo l’uso di uno dei due arti superiori,  la Juventus smetteva  il vestito da big, che non le sta bene almeno da qualche anno a questa parte, e infilava i panni della squadra operaia, con gente che corre come disperata per tutti i minuti che ha nelle gambe. E quando la gente operaia ha i piedi di Marchisio, Aquilani e pure Melo, può capitare quello che non ti aspetti: perchè dopo aver visto, il sabato, l’assist di Gattuso, definito da Massimo Mauro su La Repubblica come “un assist da Cassano a Cassano”, non arriveresti mai a pensare che sia il giovin virgulto Sorensen a mettere in mezzo una palla che chiede solo di essere spinta dentro. Matri non è Eto’o, pure purtroppo direi nel resto dell’anno, ma qui non spacca la traversa con un sinistro a mille all’ora. La mette, morbida, alla sinistra di Julio Cesar, poi corre verso la curva per eslutare. Quasi quasi era meglio fare come a Cagliari, ma siamo uno a zero e ciao ciao Inter. (altro…)

Cagliari – Juventus – 1:3


I primi 45 minuti di Cagliari – Juventus ci fanno capire che Matri è un cecchino. One shot, one kill: quando c’è un portiere e lui ha la palla, lo centra. Sempre. è capitato due volte nella partita persa contro il Palermo, e anche stasera non sembrava dovesse andare diversamente.
Poi succede che Chiellini prenda da parte il profugo di Cagliari e gli racconti come funziona il mondo del calcio: si vince anche senza ammazzarli tutti come fanno gli attaccanti della Lazio.
Quando Krasic, dalla destra, fa partire un passaggio in direzione di Marchisio, sembra stia per partire la solita azione Juve, quella che vede la squadra avversaria passare in vantaggio dopo essere arrivata in porta con due tocchi. Il centrocampista di Torino, però, solleva la gamba, e la palla schizza nella direzione di Alessandro. Che non è Del Piero, ma va bene uguale, perché questa volta il cecchino manca il portiere, o meglio lo prende di striscio, e la sfera finisce nell’angolo basso della porta difesa da Agazzi.

Unoazerogoldimatri. Che fa il primo gol con la maglia della Juve e non esulta, perché questa città e questa società gli hanno dato tanto. (altro…)