I pelucchi di World of Warcraft – la Galleria

Ho trovato finalmente il tempo e la macchina fotografica giusta per immortalare il “best present evah” di World of Warcraft. Sto parlando dei due simpatici cucciolini: il Gryphon Hatchling (l’Alleanza può esplodere domani e non è un problema. Facciamo anche adesso?) e il Wind Rider Cub (For the Horde!), disponibili per l’acquisto da qualche ora sul Blizzard Store. Insieme alla versione puccettosa, c’è anche un codice per il redeem della rispettiva versione digitale di un mini-pet bind to account (è più corretto chiamarlo in-game companion, ma mini-pet è più esotico, come nome), che aiuta a raggiungere l’achievement dei 75 esserini (mortacci loro, che non hanno idea di quanti gold ho speso per raggiungerlo prima).

La gallery mette in bella mostra i due cuccioli, il numero di TGM attualmente in edicola (la copertina di prova del prossimo, street date 9 Marzo, mi è stata allegramente scippata dai bambini della quinta elementare che ho visitato stamane) e il calendario 2010 di WoW, gentile omaggio del Pagliantone acquistato in occasione dell’ultimo press tour negli States. 🙂

Il link per acquistare il Wind Rider Cub è questo: Cliccami, sono tuo!
Mentre quello per acquistare la versione Ally non merita di stare su questo blog, anche se è proprio bellino.

Ricordo ai gentili lettori di questo blog che stare dalla parte dell’Orda aiuta a non avere problemi con le ragazze.

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La strana storia di Alan Wake e del più brutto maglione del mondo

Nei pressi di San Felice, nella sede italiana di Microsoft, ho avuto modo di assistere a una nuova presentazione di Alan Wake, uno dei titoli più attesi dell’intero anno.
Lì, in quel posto che è tutto molto “seven & trisicsti”, ha fatto la sua comparsa uno dei più brutti maglioni che io abbia mai visto nella mia intera vita. Grazie a Dio, a un certo punto qualcuno ha pensato bene di abbassare le luci. In quel preciso istante, l’oscurità si è pappata serena il buffo pullover di Ascari.

Non era proprio questo. Ma era brutto uguale.

Sì, lo hanno presentato come Ascari. Come il pilota e come la curva a lui dedicata, a Monza.
Il maglione, che sembra davvero un incidente, avvalora la tesi. Ascari però si scrive Oskari, quindi non è possibile dare la colpa a una staccata troppo azzardata, o a un bullone che esce dalla sua sede. Tuttavia, Oskari fa anche Hakkinen di cognome (?), e la solita teoria del maglione brutto come un incidente torna di gran moda. Oskari Hakkinen, o più semplicemente “maglione brutto che cammina”, è l’Head of Franchise Development di Alan Wake, e si accompagna con Tim Lonnqvist, Level designer del titolo Remedy e con il sempreverde Andrea Giolito, uomo Xbox in Italia da ennemila anni, che ha cancellato con un pratico gesto della mano l’embargo che ci avrebbe impedito di coprire l’evento qui e qui. (altro…)

Steam si rifà il look in 2.0. Sul pezzo, eh! [updated]

Incredibile, Valve si è accorta che la sua piattaforma Steam aveva il look meno 2.0 di tutto il web. Ed è corsa ai ripari quando oramai rischia di essere “old” pure il 2.0.

Però, la nuova interfaccia grafica, che pure non ha le scritte in Italiano nei menu (non le ha proprio, a meno di non cambiare lingua, impostando l’Inglese nemmeno impostando l’Inglese come lingua) è piacevole, nonostante non mi faccia sentire più a casa. (update: si risolve andando in \steam\resource\styles, sostituendo in steam.styles il punto basefontbold=”Arial Bold” mettendo solo “Arial”. Kudos a Griso e Cchris73)

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StarCraft II – Wings of Liberty: sono in beta :)

Mentre cerco di capire perché mia moglie, la mia adorata moglie (che legge il blog) continui a tenere la Reflex in negozio, impedendomi di glorificare il mio ego con la galleria di foto promessa ieri, è successo che sia entrato nella Beta di StarCraft II – Wings of Liberty. Sabato e domenica mi attende un bel format C:, seguito subito dopo dall’installazione del client di StarCraft 2. Mica pizza e fichi, eh!

Ehi, amico, collegati a Battle.net e scaricati il client di StarCraft 2!

Sulla versione italiana di Mass Effect 2…

In 33 ore di passione sono riuscito a fare (quasi) tutto quello che c’era da fare in Mass Effect 2: ho assaporato almeno il 90% di quello che c’era da vedere… e sentire, e ci sono delle cose che proprio non mi sono andate giù. La traduzione in Italiano, per esempio, è di buon livello almeno a mio modo di vedere, nonostante abbia aperto più di una discussione sulla scelta della terminologia. Tradurre “illusive man” come ‘”uomo misterioso”, infatti, non è piaciuto ai più, anche se io continuo a rimanere convinto che di alternative valide, oltre al lasciarlo in lingua originale, non ce ne fossero. O almeno non abbastanza da impensierire il “mirino metallico” (iron sight) di Modern Warfare 2. (altro…)

Mass Effect 2 – Su Shepard, Jack e il teletrasporto…

È tipo otto ore che gioco con Mass Effect 2, ultimo nato in casa Bioware, e le cose cominciano a farsi interessanti. Nella mia testa riaffiorano lentamente i ricordi del primo Mass Effect, quasi come se fosse toccato a me esplodere con la mia nave, e fossi sul serio un novello Shepard che lentamente recupera la sua memoria. Cioè, non mi ricordo cosa ho mangiato ieri sera, ma ho bene impresso in mente chi siano i Razziatori, mica pizza e fichi.

Il gioco è grande, grosso e ha lasciato in un cassetto il Macaco a mille ruote con cui si affrontavano le tediose missioni secondarie del primo titolo. Solo per questo, meriterebbero l’Oscar della consapevolezza, quelli di Bioware. Sì, il Mako faceva schifo. O meglio, le missioni secondarie tutte uguali facevano schifo. (altro…)

Oggi è arrivato in redazione…

Un fatto di Bioshock 2. In fondo al mare. Da Rapture. Era talmente molliccio che ci siamo presi un colpo. Comincia l’avvicinamento al 9 di febbraio. E no, quello che tiene in mano la busta non c’entra niente con Bioshock. Ma è Ualone. O il Cegovast. E, per inciso, la fotocamera dell’iPhone fa vomitare.