Il Potere della Forza (sempre Motorsport 3)

forzabanda02Giusto ieri segnalavo al mondo di come sono entrato nel tunnel di Forza Motorsport 3, recente titolo corsaiolo messo sugli scaffali da Microsoft. E ieri sera, in quel tunnel, ci sono rientrato volentieri, dopo aver visto una piccola parte di una bella partita in cui fare il gufo non è servito per osservare una sconfitta dell’Inter. Ma il punto non è questo: il punto è quanto mi sentissi figo ad aver vinto praticamente tutte le competizioni a cui ho preso parte. Ho proprio pensato: “dai, X vittorie su X gare disputate, vedi che faccio male a lasciarli perdere, ogni tanto, i giochi di guida?”. Insomma, una specie di mancato collegamento con il mondo controllato. Perchè poi, tutta la mia boria è passata quando ho deciso di mettermi a studiare bene il funzionamento della freccia della traiettoria. Mi piaceva molto l’effetto grafico che le faceva cambiare colore, così, a mille all’ora, ho provato a spararmi qualche curva, intenzionato ad ammirare il comportamento del grosso freccione che campeggiava sull’asfalto.

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Brutal Legend – Il Metallo pesante su console

Eddie take down copy

Publisher: EA, Sviluppatore: Double Fine Production, Sito: sito ufficiale

Quando ero un ragazzino, cioé fino a due giorni fa, il Metal era l’unica musica autorizzata a passare per le cuffie del mio Walkman. Un po’ faceva davvero figo, un po’ faceva alternativo, un po’ c’erano le chitarre che ruggivano come mai sentito da altre parti… ma sì, il Metal era la via. Poi uno cresce e allarga i propri orizzonti, diventa grande e smette di fare le cose perché “è troppo figo farle” e comincia ad ascoltare Bon Jovi e tutto l’AOR prodotto, Skid Row compresi.
Fino a quando qualcuno, il signor Tim Schafer per la precisione, non decide che è ora di farti tornare alle origini, buttando all’interno di un gioco tanto di quel metal che quasi quasi stai recuperando in un sol colpo tutti gli anni passati senza.

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UP, un film che costringe i bambini al silenzio

Up Disney Movie

Andare di domenica pomeriggio a vedere un lungometraggio animato all’Arcadia può non essere una grande idea, specie se vedi la sala che si riempie, lentamente, di tanti bambini urlanti. Che poi, per i bambini uno può anche sforzarsi di capire. Quello che non mi va giù sono i genitori, spesso più maleducati dell’intera popolazione sotto i sette anni presente nei cinema.

Perché c’è quello che la sa lunga, e allora deve comunicare al mondo che lui sì che ha capito come si sviluppa la trama, e quello che per zittire il figlio fa più casino di un elefante in una cristalleria, o quello che mastica a bocca talmente aperta che quasi fa il giro, emettendo dei suoni disgustosi che pensi che ci sia Slimer nascosto due file più indietro rispetto a dove siedi. (altro…)

Lie to Me – Raccontami cazzate?

Ovviamente Mattia ha già trovato il modo di criticarlo, ma Lie to Me ha esercitato su di me un fascino che non riesco a spiegarmi. In fin dei conti, mi si potrà dire, mi è piaciuto anche Mental, ma non penso che la questione sia questa. E tutto risulta ancora più strano se mi fermo a pensare che i produttori sono gli stessi di 24, serie che non sono mai riuscito davvero a capire e che non è stata capace di rapirmi.

lietome (2)Il personaggio interpretato da Tim Roth si chiama Cal Lightman, ed è a capo di una società che ha il compito di scoprire quando e come la gente racconta cazzate. Nelle prime puntate hanno già lavorato per tutto il mondo: FBI, esercito, rampante manager che ha lanciato un social network di successo, pompieri, sindaci e chi più ne ha più ne metta. E pensare che bastava chiedermi un paio di numeri di telefono di figuri ben noti per sistemarsi, a suon di consulenze, per tutta la vita, senza doversi sporcare le mani per davvero.

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Si cambia faccia… :)

Il caro e vecchio template che ha avuto il merito di insegnarmi le due cosine che so sui CSS ha lasciato il posto a una nuova veste grafica meno vuota e, se vogliamo, meno barocca.

Devo ancora decidere se il verdino “mela marcia” mi intriga oppure no, ma ora si legge tutto decisamente meglio. Merito del tema Baughxie, che non ho ancora finito di modificare, mica mio 🙂

sìsì.

FIFA 10 – Il Gioco di Calcio (quasi) Perfetto

Cosa è che rende davvero grande un gioco di calcio? La risposta è semplice, e Konami ha dimostrato di conoscerla bene. Poi i tempi cambiano, non ci sono più le mezze stagioni e capita che ci sia, nel mondo, chi impara dai propri errori e si arma di taccuino, come quello di Mourinho per capirci, per prendere appunti. Il risultato di queste intense sessioni di copia spudorata sviluppatesi sull’asse Canada-Giappone si è visto in FIFA 08 e nel suo seguito 09. Quello di cui ci occupiamo ora, però, è l’ultimo capito di una serie che ha avuto il coraggio di rinnovarsi e innovarsi meglio di altre, rimettendo in discussione tutto quello che stava alla base di un gameplay lontano anni luce dal calcio vero.

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